L’8 Ottobre, il giorno funesto dell’aviazione italiana

L’articolo che state per leggere vuole essere a ricordo di due eventi avvenuti a distanza di 5 anni l’uno dall’altro, il primo per molti fu un incidente di secondo piano, il secondo invece viene ricordato annualmente.

8 Ottobre 1996 e 8 Ottobre 2001, due aeroporti Torino – Caselle e Milano – Linate, entrambi gli aeroporti affetti da limitazioni operative e condizioni meteo avverse, due eventi, che ricordiamo, nel 2021 ricorrono rispettivamente i 25 e i 20 anni dai fatti.

Andiamo con ordine seguendo la cronologia del tempo e delle date.

8 Ottobre 1996: Torino – Caselle

Un Antonov 124 della compagnia Ajax, ma l’aereo di proprietà Aeroflot, impegnato in un volo di trasferimento, ovvero un volo vuoto per poi eseguire un volo cargo, verso il Brunei, con un carico di preziose Ferrari, a causa anche dei lavori in pista che avevano ridotto la lunghezza disponibile all’atterraggio dai 3300 metri a soli 2350, con la categoria III del sistema dell’ILS dell’aeroporto avente solo il localizzatore attivo, mentre il glide slope era stato spento per i lavori, si schianta in atterraggio dopo un fallito tentativo di riattaccata, andando ad impattare contro una cascina a San Francesco al Campo.
L’evento porta alla morte di quattro persone, due membri dell’equipaggio di 23 persone dell’aereo e due persone all’interno della cascina.
Si scoprirà successivamente che il comandante aveva all’attivo solo poco più di 400 ore di volo in ambito civile oltre ad altre inadempienze da parte dell’equipaggio, come la mancata impostazione della riattaccata per qualsiasi evenienza, i controllori del traffico aereo, 11 minuti prima dell’evento, informarono nuovamente delle limitazioni dell’aeroporto, limitazioni emesse con annesso NOTAM.

Veniamo ora ad uno degli eventi che portarono successivamente ad un completo rifacimento delle procedure in ambito dell’aviazione in Italia, ma non solo, la cui inchiesta durata complessivamente due anni e tre mesi


8 Ottobre 2001 : Milano – Linate

Gli eventi avvenuti quella mattina di inizio Ottobre, la presenza di una nebbia molto fitta – tipica del periodo autunnale, di prima mattina, cosa che a Linate era alquanto frequente – riduceva la visibilità a non più di 50 metri (testimonianze di altri passeggeri a bordo di altri aerei, in partenza quella mattina stessa da Linate, dichiareranno, che “dal finestrino, non si riusciva nemmeno a vedere l’estremità alare dell’aereo sul quale volavano”) complice anche una serie di inadempienze tecnico-strutturali dell’aeroporto, annessi ICAO 1 e 14 non completamente a norma e alle procedure in atto, radar di terra non operativo, sensori di incursione in pista anch’essi disattivati, portano alla collisione sulla pista principale di un McDonnell Douglas MD-87 della SAS (in decollo per Copenaghen, con a bordo 110 persone tra equipaggio e passeggeri) con un Cessna 525A Citation Jet 2 con 4 persone, impegnato nel rullaggio verso la testata 36, inoltre altre quattro persone, intente a lavorare nello smistamento bagagli dell’aeroporto, perderanno la vita a seguito dell’impatto dell’MD87 contro la struttura aeroportuale, portando il totale delle vittime a 118; fu il secondo più tragico incidente aereo, come numero di vittime nella storia dell’aviazione in Italia.
Un disastro che scosse l’opinione pubblica, tanto da far pensare all’inizio ad un nuovo attentato (i fatti avvenuti a New York, un mese prima erano ancora vivissimi) salvo poi constatare che come detto poc’anzi, a causa delle gravi inefficienze dell’aeroporto, segnaletica a terra non a norma, punto di riporto “S4” non conosciuto, le condizioni meteo avverse, portarono il CJ2 a percorrere il raccordo R6 rispetto al raccordo R5, purtroppo, se fino a 24 ore prima, tali incursioni in pista, erano state sventate, in quel frangente, l’MD-87 in piena corsa di rullaggio e prossimo alla rotazione, impattava l’altro aeromobile distruggendolo e uccidendo le quattro persone a bordo. L’MD-87 nonostante i gravi danni subiti, riuscì ad alzarsi leggermente da terra, imbardando verso destra, per poi ricadere subito dopo, terminando la sua corsa contro la struttura dello smistamento bagagli, uccidendo tutti gli occupanti a bordo dell’aereo e quattro addetti aeroportuali all’interno.

L’inchiesta durata oltre due anni, emetterà condanne e nuove procedure operative in tutti gli aeroporti; nel 2002 avverrà la chiusura estiva dello scalo, per permettere di adeguare l’aeroporto a tutte le norme vigenti, comporterà anche il cambio di nome dei raccordi – questo sistema è tutt’ora in uso – usando solamente le lettere dell’alfabeto e tanto altro ancora.

In conclusione, scrivere di eventi passati, sul quale sono state scritte pagine e pagine di articoli, considerando che all’epoca dei fatti, ero solo un bambino, non è mai facile perchè ripercorrere leggendo gli eventi, fa capire, come la sicurezza del trasporto aereo, sia passata e passi tutt’ora da eventi che hanno portato alla morte di centinaia di persone, ma al tempo stesso permette ad altre migliaia ogni giorno di volare in piena sicurezza.

Testo di @aviationphotobgy
Foto dal WEB


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