La fortuna di avere ancora delle compagnie nazionali

In questi momenti seri la possibilità di avere compagnie aeree nazionali sta permettendo il rientro dei nostri connazionali sparsi nel mondo, sia per motivi di lavoro o studio o semplicemente turistici in Patria.

Alitalia, Neos e Blue Panorama, le ultime tre rimaste e specialmente la prima hanno programmato voli anche in luoghi mai toccati in precedenza, assolvendo, anche se non lo è più, ai compiti da compagnia di bandiera.

Prendendo come riferimento flightradar24.com, il noto sito per seguire i voli nel mondo, nella giornata di Sabato, Neos ha impiegato sei aerei (5 737 e 1 787) in Egitto per recuperare i turisti italiani ancora presenti.
E’ invece notizia odierna (15 Marzo) che in serata è previsto un volo speciale da Roma via Cairo verso le Maldive con un Boeing 777.
In più, Alitalia ha comunicato che continuerà ad operare un servizio pubblico essenziale, due volte al giorno verso JFK e LHR.

E meno male perché se no ci rimaneva solo la 46a Aerobrigata con i suoi C-130J Hercules e i KC-767A dell’8° Gruppo del 14° Stormo dell’Aeronautica Militare.

Abbiamo trovato, poi, in questi giorni sui social network, una valutazione da parte di un aeronavigante Alitalia che alleghiamo… poi ognuno farà le sue valutazioni:

Scrive…
Comunque io sono capitato in sosta qui con un tempismo fortuito e provvidenziale (ultima sosta, portiamo gli ultimi passeggeri italiani indietro e poi non ci saranno più collegamenti).. ma i miei colleghi stanno subendo delle pressioni e correndo dei rischi considerevoli.. stanno e stiamo (a breve ricomincerò anch’io) snavettando gente su e giù per l’Italia (Milano e Bologna comprese)… li riportiamo a casa da Tokyo, da Seoul, dagli Stati Uniti, c’è un volo ferry flight (vuoto) in partenza per Jakarta (città dove neanche avevamo una linea) per recuperare dei connazionali lasciati a terra dalle altre compagnie… mentre i decreti vi impongono (io direi vi consentono) un metro di distanza da chiunque, noi dobbiamo trasportare centinaia di persone stipate in un tubo a 10cm l’uno dall’altro… e trascorrerci da una a quattordici ore insieme (uno starnuto irrora 5 metri cubi d’aria). A malapena ci forniscono le mascherine ffp2 (dopo tante pressioni dei sindacati abbiamo finalmente ottenuto di poterle indossare, peccato che le distribuiscano solo in partenza dall’Italia e ne diano una sola a persona previa firma e riconoscimento. Durano 8 ore e noi partiamo per avvicendamenti di medio raggio di 5 gg con tre/quattro tratte al giorno (praticamente inutili). Io di ritorno da Pointe a Pitre via Malpensa, con metà cabina composta da milanesi e lombardi, non l’avrò… se non una ffp1 che ho trovato in un brico qui a pointe a pitre). Quello che potrebbe fare la differenza sarebbe distribuire le ffp2 a tutti i passeggeri prima che salgano a bordo e costringerli a indossarle (fantascienza). Insomma non vi tedio oltre… però vorrei rifletteste sulla fortuna che avete a non dover rischiare… e non mi spaventa la malattia, credo me la farò a breve, ammesso non me la sia già fatta scambiandola per un’influenza… e dovrei essere veramente sfigato per rientrare in quello 0,5% che la statistica dice sia l’incidenza di mortalità alla mia età, mi preoccupa l’idea di trasmetterla a mia madre ipertesa, a mio padre cardiopatico o ad altre persone anziane che incontrassi mentre sono asintomatico ma infettivo, o comunque di contribuire ad allargare la macchia degli infetti… quindi i miei li vedrò solo via skype per chissà quanto… e voi amici pure. Mi sta bene… è il mio lavoro… però vorrei vi chiedeste dove sono andate a finire quelle compagnie aeree che solitamente prendete a prezzi stracciati, che sfruttano i dipendenti, non pagano le tasse in Italia e ciucciano le sovvenzioni statali sborsate dagli aeroporti come “accordi commerciali” affossando di fatto quel che resta della compagnia di bandiera… pensando “chi se la incula la compagnia di bandiera”.
Ebbene ci hanno sbattuto la porta in faccia. Non hanno più il livello di traffico che giustifichi economicamente la tratta. Voli soppressi. Punto. Connazionali lasciati all’estero, stranieri lasciati in Italia.
Ecco a cosa serve una cazzo di compagnia di bandiera. Pensateci quando finirà questo casino e torneranno a banchettare allegramente sul mercato italiano… pensateci quando la politica si inventerà l’ennesimo rocambolesco escamotage per limitare l’esborso e cedere alla speculazione estera il cadavere di Alitalia, anziché provare seriamente a farla funzionare.

Testo e foto di @aviationphotobgy

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