Le prime ripercussioni a causa del coronavirus sul trasporto aereo in Italia

Questa epidemia scoppiata in Cina, ahimè, ha raggiunto l’Europa e l’Italia, con una maggior concentrazione soprattutto in regione Lombardia, il cuore produttivo industriale italiano,”coinvolgendo” il sistema aeroportuale soprattutto Malpensa e Orio al Serio, essendo gli stessi i preferiti per viaggi di piacere e di lavoro senza dimenticare le merci che in generale sono frutto di accordi commerciali tra società/persone che grazie alle velocità di spostamento col mezzo aereo possono raggiungere ogni punto del globo.
Premesso che resteremo fuori da considerazioni geopolitiche, mass mediali onde evitarci di aggiungersi alla cagnara ignorante, scatenatasi sui mass media a causa del virus ,con aspetti che ci fanno dubitare che essa sia libera e non invece asservita ad entità economiche concorrenti basta citare turismo / produzione manifatturiera/ alimentari etc che sta causando attraverso info non vere allarmismo sociale/economico.

Noi ci soffermiamo, nel nostro piccolo, solamente per quanto riguarda il comparto del trasporto aereo, riprendendo la domanda, posta a titolo di questo articolo: Le prime ripercussioni a causa del coronavirus sul trasporto aereo in Italia.
Le prime conseguenze,quelle più emotive si sono già viste in questi giorni, vige una paura, che autolimita gli spostamenti in aeroplano e non solo.

Questo mezzo così veloce e “positivo” per raggiungere le molteplici destinazioni mondiali in caso di epidemia diventa “l’untore” di manzoniana memoria pur non essendo esso il responsabile dell’emergenza corona virus! Gli effetti negativi a causa di una informazione/tutela non adeguata, stanno facendo passare poi l’italiano o chi arriva dalla nostra Nazione agli occhi degli altri paesi come se fosse l’appestato del 1600…mentre chi proviene direttamente o con triangolazioni dalle aree della Cina no! Casi eclatanti si sono avuti coinvolgendo i mezzi di trasporto in generale noi riportiamo quello che ha coinvolto l’aeroplano: in primis il volo Alitalia alle Mauritius con decisioni vergognose locali non adeguatamente contrastate da parte del governo con conseguente figura (ci asteniamo) dell’Italia a livello internazionale ha generato una epidemia nei nostri confronti… con paesi esteri che stanno letteralmente chiudendo le loro frontiere ai cittadini italiani o chi proviene da noi ,alcuni esempi: la Giordania ha posto il divieto di ingresso, a chi proviene dall’Italia ed è italiano mentre per i cittadini giordani tale divieto non sussiste,complimenti! Bel ringraziamento del flusso di turisti italiani e non che grazie ai voli di Ryanair generati da noi la raggiungeva; idem Israele… tra poco ci sarà Pasqua e la Terra Santa richiama migliaia di fedeli per assistere alle funzioni oltre a visitare i luoghi Santi del Cristianesimo; la Romania ha imposto la quarantena obbligatoria a chi arrivi dalla Lombardia e dal Veneto.
Gli altri Stati che di fatto vietano l’ingresso sono: El Salvador, Arabia Saudita, Iraq, Bahrein, Maldive, Capo Verde, Seychelles, Vietnam, Turkmenistan, Mauritius.
Inoltre, notizia di poche ore fa che la stessa Cina, da dove tutto è nato ora impone una quarantena precauzionale agli italiani, quando si dice oltre al danno, la beffa…

Per le compagnie aeree, che sono le più “delicate” in queste situazioni assistiamo a decisioni non omogenee c’è chi ha provveduto a sospendere i collegamenti da/per l’Italia , parliamo di Kuwait e Turkish, per i voli solo per le regioni coinvolte, British Airways che cancella oltre 20 voli sul bacino milanese per mancanza di clienti per arrivare, unica fino a questo momento…, a Wizz Air che ha comunicato che ha tagliato del 60% la domanda sull’Italia, nel periodo tra l’11 Marzo e il 2 Aprile… In aeroporto dove io lavoro gli effetti negativi si vedono benissimo, voli semivuoti sia in partenza che in arrivo… con conseguente incertezza sul futuro occupazionale. Nere nubi si addensano pure su quelle che hanno come principale attività i voli per località vacanziere internazionali o anche quelle per i pellegrinaggi cattolici.

Lasciamo per ultima una nostra amara considerazione: abbiamo assistito a comportamenti/decisioni politiche che in nome di un certo buonismo leggasi mancata quarantena, hanno permesso ad un virus nato in Cina e portatoci da ignari passeggeri di causarci danni economici mostruosi al tessuto sociale economico dell’Italia: ad esempio Orio al Serio che stava macinando record ora come ora sta lavorando in idle! E così sicuramente in altri aeroporti italiani; a cui ora si aggiungono decisioni da parte di stati esteri che SOLO per alcuni di essi comprendiamo.

Ci auguriamo che questa emergenza, di cui abbiamo riassunto in breve gli eventi di cronaca di questi giorni, cessi e si possa tornare alla vita quotidiana e che questi divieti imposti vengano rimossi e si possa nuovamente circolare liberamente come avveniva fino a pochi giorni fa.

Testo di @aviationphotobgy

Un pensiero riguardo “Le prime ripercussioni a causa del coronavirus sul trasporto aereo in Italia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.